I rischi dell'erboristeria
Un gruppo particolarmente numeroso e diffuso di cancerogeni vegetali è costituito dagli alcaloidi della pirrolizidina . Essi sono presenti in centinaia di piante, specie in diverse varietà di Senecio, ma anche di crotalaria, di Heliotropium, di Lappul, di Symphytum, di Petasites e nella Tussilago farfara. Molte di queste piante che si trovano nelle erboristerie e vengono utilizzate a scopo medicamentoso, possono contaminare i cereali usati per l'alimentazione ed il miele, e sono impiegate per la preparazione di bevande od addirittura come cibo; estratti della Tussilago farfara entrano, o entravano, a far parte anche della composizione di alcuni shampoo e di prodotti per la pulizia della pelle. Fra i diversi alcaloidi pirrolizidinici che sono stati isolati ed identificati, i più noti sono la senkirkina, l'idrossisenkirkina, la seneficillina, l'isatidina, la jacobina, la lasiocarpina, la monocrotalina, la retrorsina, la riddellina, la petasitenina e la sinfitina. Essi sono in genere mutageni, teratogeni ed epatotossici, e quest'ultimo effetto è stato messo in evidenza anche nell'uomo. Nel ratto sia alcuni alcaloidi puri, sia i prodotti di piante che li contengono si sono rivelati cancerogeni, soprattutto per il fegato dove vengono trasformati in metaboliti reattivi del pirrolo.